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PerCorsi: storie di persone in formazione

May 19, 2023

Borders of Borders: un’indagine sui confini di Raffaello Rossini

“PerCorsi: storie di persone in formazione” è una rubrica che inauguriamo oggi con l’obiettivo di raccontare storie e testimonianze delle persone incontrate durante i nostri corsi di formazione, persone che da un lato si impegnano in una crescita professionale continua e dall’altro danno forma ai loro progetti di vita. Tali progetti, se condivisi, nutrono uno scambio dove il valore non è rappresentato solo da chi vuole comunicare delle conoscenze, ma anche da chi partecipa attivamente con le proprie esperienze.

La testimonianza che presentiamo oggi è quella di Raffaello Rossini.

Con una biografia ricca di esperienze, Rossini cresce nella provincia di Varese, in quello che definisce un paese dormitorio al confine con la Svizzera – e questo sarà l’incipit di una serie di riflessioni che influenzeranno tutta la sua produzione – ma abita da una vita a Bologna. Studia al DAMS prima, antropologia culturale poi. È un attivista politico da che ha memoria, lavorava in SPRAR e dormitori durante gli anni universitari per poi alternando all’attività da videomaker e reporter quella di ricercatore e insegnante.

Il suo percorso professionale e umano, spiega, si può dividere in due: da un parte c’è un interesse legato al sociale e all’indagine delle dinamiche sociali, dall’altra parte l’interesse più tecnico legato al mondo dell’audio-video e alla produzione.

Il 2016, ci racconta, rappresenta per lui un momento di svolta, quando tutti i suoi interessi riescono a confluire in un percorso congiunto. È l’anno, infatti, dove il suo progetto Borders of Borders ha inizio: Raffaello inizia a viaggiare, visita dapprima il confine tra Macedonia del Nord e Grecia – partendo come attivista ma portando con sé la macchina fotografica –, poi il confine turco-siriano, quello libanese con la Siria, per giungere a Lesbo e ancora in Polonia, Bielorussia e Ucraina.

Nasce così un’opera di ricerca che si rivela essere una ricerca antropologica, che analizza e restituisce attraverso linguaggi diversi ogni volta – documentari, reportage, scritti, laboratori – ma che vede costante il tema dei confini come campo d’indagine preferenziale. Emblema fisico di dinamiche di sfruttamento e violenze che vive personalmente, i confini rappresentano per Raffaello il luogo dove e il motivo per cui i conflitti esplodono.

Il suo progetto lo porta, in ultimo, in Senegal. Qui, durante la primavera di quest’anno, indaga sugli effetti del cambiamento climatico nel Paese e sulle modalità di azione congiunta dei Paesi dell’area saheliana coinvolti nel progetto della Grande Muraglia Verde. L’obiettivo di Raffaello è quello di indagare un confine che non sia fatto solo di guerre e sangue, ma di resilienza e collaborazione tra popoli – e tra popoli e ambiente – che si uniscono contro un nemico comune: la desertificazione, essenza della mancanza di vita.

È proprio durante il suo viaggio in Senegal che Raffaello Rossini frequenta il corso di INTERSOS Lab in Digital Communication e Social Media Marketing per il Terzo Settore. Si iscrive spinto dalla necessità di diffondere il suo progetto in terra bolognese – un ambiente con cui sente di aver perso contatti – alla ricerca di confronto, dialogo e della creazione di quella che definisce una polemica positiva che da sola restituisce il valore del suo lavoro. Il suo fine – che definisce politico – è infatti quello di innestare dei dubbi, far cadere delle certezze e verità precostituite, creare delle alleanze.

Il corso gli permette anche di approfondire tematiche legate alla progettazione dei contenuti e di riflettere sulle campagne di fundraising e, più in generale, sulle modalità di comunicazione sui social attraverso strumenti che – sebbene prima guardasse con sospetto – ora considera utili, professionali e creativi in dinamiche di viaggio e di lavoro caratterizzate dalla velocità e dell'imprevedibilità.