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Una panoramica del primo corso di INTERSOS Lab, “Medicina sociale e migrazioni in Italia”

Oct 14, 2022

È giunta a conclusione la prima edizione del corso “Medicina sociale e migrazioni in Italia”, dopo quattro giornate di formazione in cui le tematiche della salute globale e delle criticità sanitarie nella gestione dei bisogni di comunità marginalizzate in Italia, con particolare riferimento alla popolazione migrante, sono state affrontate e approfondite.

Il corso, rivolto soprattutto a medici e operatori socio-sanitari, mediatori culturali e operatori sociali, è stato tenuto da Alessandro Verona, formatore, referente medico dei progetti europei di INTERSOS e operatore sul campo. 

“Il corso cerca di rispondere a quello che è un vuoto sul piano formativo all’interno del percorso per diventare operatrici e operatori sanitari e tutte le altre componenti che sono di supporto agli interventi sulle marginalità sociali. Infatti, questa è una componente che è negletta nel percorso formativo: riuscire a confrontarsi con le marginalità sociali in un servizio sanitario è spesso una grande frustrazione per le operatrici e gli operatori. 

Quello che cerchiamo di fornire attraverso questo corso sono le competenze che INTERSOS utilizza nell’analisi del bisogno e nella risposta al bisogno, oltre che nella strutturazione dell’intervento socio-sanitario sia mobile che statico all’interno degli ambulatori, al fine di riportare degli strumenti che diano maggiore possibilità di incidere sulla realtà delle marginalità sociali in Italia. 

Per fare questo passiamo dagli interventi operativi sul campo sino agli interventi di advocacy a livello locale e nazionale, fornendo tutte le informazioni che vanno dagli operatori alle metodologie, sino alla valutazione dell’impatto degli interventi di salute in Italia”, spiega Verona.

La sua esperienza in ambulatori e cliniche mobili nel Lazio, in Calabria, Sicilia, Puglia e lungo le frontiere italo-francesi e italo-svizzere, ha permesso di fornire alle tematiche affrontate durante il corso un riscontro reale, grazie ad esempi concreti derivanti dagli interventi di INTERSOS nel contesto italiano.

“Intersos vuole contribuire a un miglioramento dell’accessibilità e fruibilità dei servizi socio-sanitari in Italia. Per fare questo, per operatori e operatrici sanitari, psicologi, psicologhe, mediatori e mediatrici linguistico-culturali, assistenti sociali e tutte le figure che sono impiegate in maniera transdisciplinare nella tutela della salute delle persone in condizione di marginalità sociale, questo corso fornisce gli strumenti per un cambiamento che speriamo avvenga nel nostro Paese. INTERSOS vuole fare la sua piccola parte, dare il suo piccolo contributo per tutelare la salute globale di tutte e di tutti”, continua Verona.

Tra le varie tematiche del corso, i corsisti hanno trovato particolarmente innovativi due aspetti che spesso si tendono a sottovalutare nell’ambito degli interventi socio-sanitari: in primo luogo, l’importanza di costruire un approccio multidisciplinare per rispondere efficacemente ai bisogni delle comunità marginalizzate, con la consapevolezza che un vero supporto si dà solo laddove tutti gli attori in gioco collaborino efficacemente per offrire una catena di aiuti che siano il più possibile adeguati; in secondo luogo, la mediazione linguistico-culturale, qualcosa di fondamentale ma a cui non si fa per niente attenzione.

Come ci racconta una nostra corsista, professionista nel settore delle malattie infettive: “spesso ci si trova a interfacciarsi con pazienti da diverse parti del mondo e i mediatori vengono chiamati davvero poco. Si tende a vederli come strumenti, ma in realtà sono dei ponti, validi da una direzione all’altra, per prendersi cura a 360 gradi della persona. Quelli che abbiamo davanti sono pazienti, non le loro malattie, ed è necessario capire come ragionano per poter fare al 100% il nostro lavoro di medici. Altrimenti, sarà solo dare la terapia, ma se non si spiega quello che succede viene meno una parte secondo me fondamentale della medicina.”

Attraverso l’innovativa modalità formativa, che ha previsto numerosi momenti di attivazione della classe tramite discussioni, analisi di casi e attività in gruppo, e grazie all’interessata e costante partecipazione dei corsisti, le giornate di formazione hanno rappresentato un importante momento di approfondimento e crescita professionale, oltre alla possibilità di fare rete tra colleghi. 

Un importante risultato è stato rappresentato dall’inserimento di alcuni corsisti in progetti di INTERSOS sul territorio italiano.